Il soccorso ed
il supporto alle
squadre dei
comandi
provinciali; il
soccorso ed il
salvataggio di
persone in
particolari
condizioni di
pericolo; la
ricognizione e
lo spegnimento
degli incendi
mediante l'uso
di attrezzature
al gancio; la
ricerca di
persone
disperse; il
soccorso e
l'assistenza a
nuclei abitati
isolati
interessati da
fenomeni a
carattere
locale; il
trasporto di
particolari
infrastrutture
del Corpo; il
rilevamento
aereo chimico,
biologico e
della
radioattività,
compreso il
trasporto di
radiometristi
per misure
estese e veloci
della
radioattività; i
voli per le
attività di
protezione
civile. Queste
le attività
garantite dal
Centro aviazione
di Ciampino e
dagli altri 11
Reparti volo
dislocati sul
territorio
nazionale,
raggruppati in 5
regioni aeree.
L'equipaggio
degli elicotteri
è costituito da
due piloti e dal
tecnico di
bordo, integrati
da squadre
ordinarie, da
personale SAF
(speleo, alpino,
fluviale) o
sommozzatore,
secondo i vari
profili delle
missioni
richieste.
LA STORIA DEL
NUCLEO ELICOTTERI
La storia
degli elicotteri del Corpo VV.F., nelle
linee di massima, ricalca e scorre parallela
con quella della ditta Agusta. Il primo
approccio tra i Vigili del Fuoco e gli
elicotteri risale al 1951, in occasione
della alluvione del Polesine, due Ufficiali
dei VV.F. gli ingg. Moscato ed Antenucci,
insieme al Direttore Generale dei Servizi
Antincendi, Prefetto Piéche, effettuarono
voli di ricognizione con elicotteri S.55,
messi a disposizione dei Vigili del Fuoco
dal Comando della VI flotta USA.
I vertici dei VV.F. ebbero un'ottima
impressione dell'elicottero come mezzo di
soccorso. Si crearono quindi i presupposti
per l'introduzione del mezzo aereo nel
Corpo.
Nel 1954 furono consegnati dalla ditta
Agusta ai Vvf 3 esemplari degli elicotteri
Bell 47 G, essi portavano sulla fusoliera le
sigle dell'Aviazione Civile Generale: I-VFRO;
I-VFMO; I-VFNA; sigle delle città sedi dei
Corpi VV.F. ove furono istituiti i primi
Nuclei provinciali: Roma, Modena, Napoli.
Nel 1955con l'acquisto di altri velivoli
dello stesso tipo, si inaugurò il Nucleo di
Milano. Nello stesso anno il Nucleo di
Napoli chiudeva la breve esistenza in
seguito ad un tragico incidente in cui
perdeva la vita il primo dei caduti in
servizio di volo dei VV.F.: l'Ufficiale
pilota Domenico Padula deceduto insieme ad
un Maggiore dell'Aeronautica militare,
mentre si portava per soccorso con il 47 G,
sul Monte Faito.
Nel 1962 Nucleo di Milano fu trasferito
accorpato dal Nucleo di Genova che fu il
primo ad avere caratteristiche di Nucleo con
spiccate attitudini marittime.
L'anno 1968, vide per i VV.F. l'avvento dei
motori a turbina con la dotazione del Jet
Ranger AB 206.
Furono aperti in successione il Nucleo di
Pescara e quello di Venezia; poi quelli di
Sassari, Arezzo, Salerno, Torino, Bari,
Catania e Varese. I Nuclei elicotteri furono
in prima linea nelle gravi
calamità avvenute sul territorio nazionale,
ad iniziare dal 1963, per il disastro del
Vajont dove furono impiegati i Nuclei di
Milano e Modena, nell'alluvione di Firenze
cui parteciparono i Nuclei di Roma, Modena e
Genova. Nel terremoto del Belice e di quello
del Friuli, ove si ebbe la grave perdita di
tutto l'equipaggio di un AB 205 di Modena in
volo operativo. Ed infine il grave terremoto
dell'Irpinia e della Campania, ove
intervennero quasi tutti i Nuclei per un
periodo molto lungo.
Unico esempio di grande coraggio e
preparazione tecnica quello cui dette prova
un equipaggio del
Nucleo di Venezia; un elicottero AB 204,
magistralmente condotto, oltretutto in ore
notturne, che riuscì ad aver ragione del
tragico rogo del teatro La Fenice,
riversando tonnellate di acqua sulle fiamme.
Nel 2004, ai mezzi ad ala rotante, tra i
quali i modernissimi A 109 ed AB 412, si
affianca un aereo bimotore di cui il
Dipartimento dei Vigili del Fuoco del
Soccorso Pubblico e della Difesa Civile si è
dotato; un Piaggio P 180. L'aereo trova la
sua utilità per i collegamenti veloci ed il
trasporto in caso di necessità di squadre e
materiali, anche in occasioni di interventi
all'estero.
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